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27 Gennaio 2026

Un nuovo progetto prende forma: quando tecnica e logistica diventano parte della progettazione

Ogni progetto complesso inizia molto prima del montaggio delle strutture. Inizia dall’analisi delle condizioni reali del contesto, dalla comprensione dei vincoli e dalla capacità di trasformarli in scelte tecniche sostenibili. Il nuovo intervento di ampliamento del centro servizi per anziani Le Betulle rappresenta in modo chiaro questo approccio. Si tratta di un ampliamento ambizioso, inserito all’interno di un complesso esistente e abitato, una condizione che ha richiesto un livello di pianificazione superiore rispetto a un cantiere tradizionale. Operare senza interrompere la quotidianità della struttura ha significato affrontare, fin dalle prime fasi, criticità logistiche, operative e di sicurezza che hanno influenzato direttamente le scelte progettuali.

Un cantiere complesso, in uno spazio che non c’è

Il primo vero nodo del progetto non è stato strutturale, ma logistico. Gli spazi di manovra sono ridotti al minimo, se non del tutto assenti. La movimentazione dei materiali richiederà la chiusura temporanea della viabilità, una pianificazione puntuale delle consegne e una sequenza operativa rigidamente controllata. In un contesto di questo tipo, ogni errore di programmazione significherà rallentamenti, interferenze con l’attività del centro e rischi aggiuntivi in cantiere. Per questo Effevi è stata coinvolta attivamente nelle scelte strategiche, lavorando a stretto contatto con progettisti e direzione lavori per definire soluzioni realizzabili, non solo corrette dal punto di vista teorico.

160 tonnellate di acciaio e colonne fuori scala

Il cuore strutturale dell’intervento è rappresentato da circa 160 tonnellate di carpenteria metallica, con elementi che per dimensioni e peso hanno richiederanno una gestione fuori standard. Particolarmente significative sono le colonne in tubo Ø 800 mm, con spessore 25 mm e altezza di 22 metri. Elementi di questo tipo non pongono soltanto sfide di calcolo, ma soprattutto di produzione, trasporto e posa. La gestione di diametri così importanti implica controlli stringenti sulle tolleranze, sulle saldature e sulle deformazioni, oltre alla necessità di carichi speciali per il trasporto e mezzi di sollevamento adeguati in cantiere.

Geometrie complesse e grandi telai saldati

La geometria articolata dell’edificio ha portato i progettisti a optare per la realizzazione di dieci grandi telai saldati, una scelta che richiederà un’elevata precisione esecutiva e una forte integrazione tra progettazione e produzione. Dimensioni così importanti non consentono improvvisazione: ogni telaio è stato pensato anche in funzione delle fasi di montaggio, delle sequenze di arrivo in cantiere e delle possibilità reali di movimentazione. Ancora una volta, la complessità strutturale si è intrecciata con quella logistica, rendendo necessario un approccio coordinato e condiviso.

Movimentazione su carichi speciali: quando la logistica diventa progetto

Le dimensioni degli elementi strutturali imporranno il ricorso a trasporti eccezionali e a una gestione millimetrica delle operazioni di carico, scarico e posa. In un cantiere urbano e attivo, la logistica non è un’attività accessoria, ma parte integrante del progetto. È su questo piano che Effevi ha potuto esprimere il proprio ruolo consulenziale, supportando le scelte operative e contribuendo a ridurre i margini di rischio.

Un lavoro di squadra

Un progetto di questo livello è sempre il risultato di una collaborazione strutturata tra competenze diverse. L’intervento vede il coinvolgimento di:

  • Arch. Corrado Faccioli, architetto
  • Ing. Giovanni Nicolò, progettista strutturale – Studio T4
  • Ing. Lorenzo Andrighetti, direttore lavori – Studio T4

In questo contesto, Effevi ha operato come partner tecnico, affiancando i progettisti nelle scelte esecutive e contribuendo a tradurre la complessità del progetto in soluzioni concrete e cantierabili.

Oltre la struttura: metodo, visione e responsabilità

Questo intervento racconta bene cosa significa oggi lavorare sull’acciaio in progetti complessi: non solo capacità produttiva, ma metodo, visione d’insieme e responsabilità operativa. Quando gli spazi sono limitati, le dimensioni sono fuori scala e l’edificio continua a vivere, la differenza la fa la capacità di prevedere i problemi prima che si manifestino. È da qui che nasce il valore di una collaborazione tecnica strutturata, capace di accompagnare il progetto dalle prime decisioni fino alla realizzazione finale, mantenendo sempre il controllo su qualità, tempi e sicurezza.

Ogni progetto complesso inizia molto prima del montaggio delle strutture. Inizia dall’analisi delle condizioni reali del contesto, dalla comprensione dei vincoli e dalla capacità di trasformarli in scelte tecniche sostenibili. Il nuovo intervento di ampliamento del centro servizi per anziani Le Betulle rappresenta in modo chiaro questo approccio. Si tratta di un ampliamento ambizioso, inserito all’interno di un complesso esistente e abitato, una condizione che ha richiesto un livello di pianificazione superiore rispetto a un cantiere tradizionale. Operare senza interrompere la quotidianità della struttura ha significato affrontare, fin dalle prime fasi, criticità logistiche, operative e di sicurezza che hanno influenzato direttamente le scelte progettuali.

Un cantiere complesso, in uno spazio che non c’è

Il primo vero nodo del progetto non è stato strutturale, ma logistico. Gli spazi di manovra sono ridotti al minimo, se non del tutto assenti. La movimentazione dei materiali richiederà la chiusura temporanea della viabilità, una pianificazione puntuale delle consegne e una sequenza operativa rigidamente controllata. In un contesto di questo tipo, ogni errore di programmazione significherà rallentamenti, interferenze con l’attività del centro e rischi aggiuntivi in cantiere. Per questo Effevi è stata coinvolta attivamente nelle scelte strategiche, lavorando a stretto contatto con progettisti e direzione lavori per definire soluzioni realizzabili, non solo corrette dal punto di vista teorico.

160 tonnellate di acciaio e colonne fuori scala

Il cuore strutturale dell’intervento è rappresentato da circa 160 tonnellate di carpenteria metallica, con elementi che per dimensioni e peso hanno richiederanno una gestione fuori standard. Particolarmente significative sono le colonne in tubo Ø 800 mm, con spessore 25 mm e altezza di 22 metri. Elementi di questo tipo non pongono soltanto sfide di calcolo, ma soprattutto di produzione, trasporto e posa. La gestione di diametri così importanti implica controlli stringenti sulle tolleranze, sulle saldature e sulle deformazioni, oltre alla necessità di carichi speciali per il trasporto e mezzi di sollevamento adeguati in cantiere.

Geometrie complesse e grandi telai saldati

La geometria articolata dell’edificio ha portato i progettisti a optare per la realizzazione di dieci grandi telai saldati, una scelta che richiederà un’elevata precisione esecutiva e una forte integrazione tra progettazione e produzione. Dimensioni così importanti non consentono improvvisazione: ogni telaio è stato pensato anche in funzione delle fasi di montaggio, delle sequenze di arrivo in cantiere e delle possibilità reali di movimentazione. Ancora una volta, la complessità strutturale si è intrecciata con quella logistica, rendendo necessario un approccio coordinato e condiviso.

Movimentazione su carichi speciali: quando la logistica diventa progetto

Le dimensioni degli elementi strutturali imporranno il ricorso a trasporti eccezionali e a una gestione millimetrica delle operazioni di carico, scarico e posa. In un cantiere urbano e attivo, la logistica non è un’attività accessoria, ma parte integrante del progetto. È su questo piano che Effevi ha potuto esprimere il proprio ruolo consulenziale, supportando le scelte operative e contribuendo a ridurre i margini di rischio.

Un lavoro di squadra

Un progetto di questo livello è sempre il risultato di una collaborazione strutturata tra competenze diverse. L’intervento vede il coinvolgimento di:

  • Arch. Corrado Faccioli, architetto
  • Ing. Giovanni Nicolò, progettista strutturale – Studio T4
  • Ing. Lorenzo Andrighetti, direttore lavori – Studio T4

In questo contesto, Effevi ha operato come partner tecnico, affiancando i progettisti nelle scelte esecutive e contribuendo a tradurre la complessità del progetto in soluzioni concrete e cantierabili.

Oltre la struttura: metodo, visione e responsabilità

Questo intervento racconta bene cosa significa oggi lavorare sull’acciaio in progetti complessi: non solo capacità produttiva, ma metodo, visione d’insieme e responsabilità operativa. Quando gli spazi sono limitati, le dimensioni sono fuori scala e l’edificio continua a vivere, la differenza la fa la capacità di prevedere i problemi prima che si manifestino. È da qui che nasce il valore di una collaborazione tecnica strutturata, capace di accompagnare il progetto dalle prime decisioni fino alla realizzazione finale, mantenendo sempre il controllo su qualità, tempi e sicurezza.